Deslummification

“A lungo abbiamo teorizzato l’esportazione della democrazia come base per regolare vita e benessere delle popolazioni nei paesi disagiati del pianeta. Ma negli ultimi anni, sotto la pressione dei cambiamenti climatici, degli tsunami sanitari ed economici si è fatta strada un’idea ben più cogente.

Laddove il tasso di slum e favelas è alto, li assistiamo al degrado politico e culturale, inevitabilmente esistenziale.
Non ci può esser alcuna democrazia se non esistono le minime condizioni di abitabilità in nessun paese del mondo.
Un ordine urbanistico e architettonico su cui basare le politiche di difesa igienica e batteriologica.
Igiene e progetti che sostituiscano con materiali sostenibili e abitazioni prefabbricate quell’immenso sterminato deserto di capanne, tuguri e infezioni a cielo aperto, oggi più che mai punti di esplosione delle pandemie e degrado dal quale le popolazioni delle zone più remote del pianeta non riescono a rialzarsi”.

Solo da qui si può procedere ad un rilivellamento delle economie prodotte da ogni agglomerato umano, il cui destino non è involvere in slum and suburbias ma di evolvere verso una civitas salvifica e omogenea.
Fin quando non si porrà attenzione a come controllare e disciplinare i fenomeni di conurbazione e relativa espansione disordinata delle città non si potranno invertire i parametri entropici di degrado in slumizzazione.
Ripartire dal ridisegno delle città prima per poi ridefinire le politiche che le governano.
Vista come l’applicazione urbanistica della legge dell’entropia, la deslummificazione inverte il procedere del disordine urbano; dal degrado verso situazione di ordine. E quindi sviluppo.

Il teorema che ci muove astrae da un pensiero la più evidente semplicità: la costruzione di nuove città prefabbricate, sostenibili e digitalized al posto degli slum produce sistemi umani e quindi valori economici che sviluppano un’economia sufficiente al sostegno di chi ci abita perché forniscono la logistica ambientale per produzioni e servizi.
Noi chiamiamo questa aspirazione deslummification, cioè progettare e realizzare la riduzione del degrado abitativo a parametro zero. Il reset su cui ricostruire a nuova vita le immense distese africane, sudamericane asiatiche, oggi trasformatesi in discariche umane.

Ogni favela, ogni slum, ogni suburbian deve essere azzerato prima e ricostruito poi in qualcosa in cui sia possibile vivere, crescere, educarsi e lavorare.

Alla stessa stregua di un algoritmo noi lavoreremo a pensare progettare realizzare un format operativo applicabile ovunque.
L’ambiente cosi formato si connette con il resto del mondo e spezza l’isolamento e la paupertas. L’ordine elimina il degrado igienico e sanitario. L’ambiente produce la cultura. Espatriare non è più necessario. Il sé individuale si collettivizza in comunità, la politica dei rapporti embrionizza la democrazia.

Per realizzare questo ambiziosissimo progetto noi cerchiamo giovani ingegneri, architetti, manager, gente disposta a viaggiare ed a costruire, a risolvere problemi a muovere persone e come a muoversi nel mondo.

Cerchiamo chi desidera, chi vuole mettere le mani e l’intelligenza nel proprio tempo e superare l’ambiguità di una vita combattuta fra aspirazione e ambizione.

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